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Gli alberi ballano


Storia di un taglialegna controvoglia
Una produzione del 2019 ispirata a “La vita segreta degli alberi” di Peter Wohlleben.

testo di Andrea Brunello
con Giacomo Anderle e Giulio Federico Janni
regia di Andrea Brunello
musica originale di Enrico Merlin
scene di Nadezdha Simeonova
Gli Alberi Ballano è la storia del taglialegna Pinot che viene mandato nel cuore di un’antica foresta con un arduo compito: abbattere il maestoso albero Valhalla e portarlo al villaggio per una importante celebrazione. Ma Valhalla si rivelerà un osso duro e il grande albero, oltre a svelare meravigliosi e sorprendenti segreti del bosco, spingerà Pinot a riflettere sul senso della vita e sull’importanza di decidere sempre con la propria testa. Un cammino di formazione e di conoscenza che si concluderà in un delicato abbraccio tra uomo e natur..

Destinatari e lingua:

Lo spettacolo intreccia i linguaggi della fiaba, della comicità e della scienza, proponendo un viaggio di scoperta dentro i segreti e le meraviglie del bosco. Recenti ricerche indicano che gli alberi creano vere e proprie società, comunicano tra di loro e si avvertono quando incombe un pericolo. La foresta possiede una speciale intelligenza vegetale. Gli alberi anziani conoscono i segreti della sopravvivenza e della longevità e li passano ai più giovani.
Nato come progetto per gli ultimi anni delle scuole primarie e i primi delle secondarie, lo spettacolo ha poi preso una dimensione più vasta, dimostrandosi adatto anche ai bambini più piccoli (che si lasceranno coinvolgere dai giochi di clownerie) ma anche ad un pubblico più “grande” che invece apprezzerà il lavoro di approfondimento tematico e scientifico dedicato proprio al mondo vegetale.



Note drammaturgiche:

Quando entro in un bosco antico, cioè un bosco che ha avuto modo di svilupparsi secondo le sue regole e i suoi ritmi, sono sempre colpito dalla presenza degli alberi, esseri maestosi e bellissimi che spesso hanno una nobiltà e una forza a noi sconosciuta.
Credo che noi esseri umani dimostriamo arroganza antipatica ed ignorante tutte le volte che vediamo il bosco solo come una fonte di materie prime, come luogo di svago, come qualcosa di diverso e separato da noi. Le nostre tradizioni spesso ci presentano il bosco come un luogo selvaggio, primitivo, pieno di insidie (soprattutto la notte!) che ci incute paura. Ma... crediamo veramente che questi esseri, gli Alberi, che esistono da milioni di anni, che hanno colonizzato la terra ben prima di noi e con enorme successo, non abbiano sviluppato alcuna capacità di comunicazione, non siano capaci di sentire ciò che li circonda? Non sappiano imparare dalle esperienze? Crediamo veramente che siano privi di una loro forma di intelligenza? Quanta arroganza porta con sé questa credenza! La verità è che la differenza vera fra noi e il mondo vegetale è il tempo: noi viviamo meno e ci consumiamo più velocemente. Gli alberi possono vivere e prosperare per centinaia di anni, alcuni anche migliaia. Solo all’apparenza ci sembrano semplici e poco sofisticati. Il loro DNA è molto più complesso del nostro. Ad oggi sulla terra ci sono alberi che hanno quasi diecimila anni! Un albero non muore mai di vecchiaia. Se lasciato in pace continua a vivere per sempre. Sono i parassiti o altri esseri viventi che ne causano la morte.
Io credo che il genere umano abbia tutto da imparare nell’avvicinarsi al mondo vegetale con curiosità e rispetto perché questi esseri sono custodi della saggezza del tempo, hanno in sé la conoscenza della storia e forse un modo alternativo di interpretare la nostra stessa esistenza. Da qui, da questa riflessione nasce il desiderio di raccontare il mondo degli alberi ai giovani spettatori e a tutti coloro che vogliono ascoltare le meravigliose storie degli alberi che possono ballare. (Andrea Brunello)


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